La Premier Giorgia Meloni è intervenuta al Tg5 per parlare della situazione legata all’Iran ma anche del Referendum Giustizia.
Si era già espressa manifestando solidarietà ai leader dei Paesi del Golfo vittime degli attacchi “ingiustificati” di Teheran. Ora la Premier Giorgia Meloni è intervenuta al Tg5 per affrontare il tema dell’escalation tra Israele, Usa e Iran ma anche del prossimo Referendum Giustizia che si terrà in Italia il 22 e il 23 marzo 2026.

Giorgia Meloni: l’escalation Israele, Usa e Iran
A margine dell’intervista rilasciata al Tg5, Giorgia Meloni ha ribadito la propria posizione in merito alle vicende che stanno coinvolgendo tutto il Medio Oriente con l’escalation tra Israele, Usa e Iran. La Premier si è detta preoccupata di questa situazione: “Mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina quando la Russia”.
E ancora: “Un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos“. La Meloni ha quindi ricordato come l’Italia si fosse spesa per raggiungere un’intesa solida sul nucleare iraniano, ritenuta essenziale per impedire a Teheran di dotarsi di missili a lungo raggio con testate atomiche. “Dopo il fallimento dei negoziati Stati Uniti e Israele hanno scelto di intervenire senza il coinvolgimento dei partner europei”.
Sul tema sicurezza e terrorismo, la Presidente del Consiglio ha invitato tutti a “non abbassare la guardia” e facendo riferimento al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e al caso che lo ha coinvolto col viaggio a Dubai: “Non ha mai smesso di fare il suo lavoro“.
Il Referendum Giustizia e le parole agli italiani
Spazio anche alle questioni nostrane con il prossimo Referendum Giustizia del 22-23 marzo 2026: “Al contrario toglie la facoltà al Parlamento e ai partiti di indicare una parte del Csm, e toglie la facoltà alle correnti ideologizzate della magistratura di decidere sull’altra parte dei membri del Csm. Questo meccanismo viene sostituito con un sorteggio tra chi ha i requisiti, che vuol dire liberare quei magistrati dal condizionamento della politica e occuparsi solamente del loro merito”. Sulla separazione delle carriere, la Meloni ha aggiunto che si tratti di un “rafforzamento dello Stato di diritto”.